Come l'IT muta nel 2012
Leggo un articolo del Corriere, dove si elencano le nuove frontiere del web sorte lungo l'arco dell'anno appena trascorso e che di seguito riporto. Le PMI italiane guardano con interesse questi nuovi strumenti, per creare nuove opportunità di espansione e fidelizzazione.. stanno a guardare, appunto, ed il dito va puntato talvolta verso quelle aziende fornitrici di servizi IT, spesso di piccole e medie dimensioni, che non hanno la capacità di rinnovarsi così rapidamente o non hanno possibilità/capacità di investire risorse. Immagino uno scenario completamente diverso nel mercato USA, terra che vede nascere il maggior numero di start-up e che ospita la quasi totalità delle aziende high tech nel mondo software. La mia preoccupazione è che questo digital divide aumenti col passare del tempo, invece di diminuire..
Il 2011 è stato un anno di sperimentazione di nuovi modi di lavorare, guidati dall’innovazione tecnologica e legati a profondi mutamenti sociali. Ecco una selezione di 11 trend.
- Social networking: i servizi per la creazione di nuove relazioni professionali. I siti di business networking (Linkedin, Viadeo ecc.) sono sempre più utilizzati e il 2011 ha sancito la caduta dei confini tra online e offline (ClubIn, LetsLunch, UnBreakFast ecc.).
- Startup: la creazione di nuove imprese innovative. Siamo ancora il Paese che investe meno in venture capital ma nell’ultimo anno si è registrato un rinnovato dinamismo, anche grazie a iniziative come lo Startup Weekend. E la prestigiosa startup competition promossa da LeWeb è stata vinta dall’italiana Beintoo.
- Crowdsourcing: l’esternalizzazione di una parte delle attività aziendali alla “folla”. Questa modalità è stata utilizzata soprattutto dai freelanceper offrire i propri servizi su un mercato globale. Le principali iniziative italiane sono raccolte in Crowdsourcing network.
- Crowdfunding: la raccolta fondi condivisa. La piattaforma italiana Kapipal (da capital, capitale e pal, amico), creata nel 2009 da Alberto Falossi, ha fatto da apripista, ma ha avuto successo prevalentemente all’estero. Ora ci riproviamo: a marzo è nato Shinynote, a giugno Eppela e a settembre Boomstarter, piattaforme per finanziare storie, idee e progetti.
- Prosumer: un mix tra produttore e consumatore, è il cliente che partecipa alla progettazione di prodotti e servizi (co-creazione). Gli esempi spaziano dai bambini che hanno disegnato la barretta Kinder alla co-produzione di notizie di AgoraVox.
- Social commerce: l’e-commerce attraverso social media. La startup italiana Blomming in un anno ha coinvolto 4mila venditori, che hanno venduto 45mila prodotti creativi, con una crescita media mensile delle vendite 30%.
- Deals: le offerte legate a gruppi d’acquisto costituiti in rete. Il successo diGroupon, Groupalia, Letsbonus ecc. è stato accompagnato da unvivace dibattito, che probabilmente non si spegnerà con il 2011.
- Open data: i dati liberamente accessibili. Sono lo strumento principale per favorire la trasparenza e la partecipazione nella pubblica amministrazione (open government). L’iniziativa più recente è quella promossa dallaCamera dei Deputati.
- Geolocalizzazione: l’identificazione della posizione geografica di oggetti e persone. Molte aziende stanno incorporando i check-in nella propria strategia di marketing (Coin, Trenitalia ecc.). Stanno poi nascendo nuove attività: da Qurami, il servizio online per la gestione dei turni di attesa aGoWar, il Risiko geolocalizzato.
- Gamification: l’utilizzo di dinamiche di gioco all’interno di contesti tradizionalmente non ludici (luoghi di lavoro, aree commerciali ecc.). Viene utilizzato dalle aziende (Salamurai di Negroni) ma anche come strategia di marketing territoriale (Salva la Spongada della Valle Camonica).
- E per finire, cloud. La nuvola a cui affidiamo i nostri dati, ma anche le nostre esperienze e riflessioni. Secondo il Cloud Computing Report 2011, i cambiamenti più significativi interessano le Pmi, perché questa tecnologia permette loro di accedere a servizi altrimenti disponibili solo nelle aziende più grandi.
Si tratta di nuovi modelli di condivisione, più che di produzione.












