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A TREVISO AUTOVELOX "FUORI LEGGE"

A TREVISO AUTOVELOX "FUORI LEGGE"

I comitati dei consumatori annunciano azioni legali contro la Polizia locale
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Treviso - Dopo la battaglia contro i Photored, è guerra agli autovelox, posizionati irregolarmente, non adeguatamente segnalati agli automobilisti e in punti nascosti. Le associazioni che difendono i consumatori chiedono il sequestro dei congegni della Polizia locale di Treviso e l’annullamento di due multe per eccesso di velocità.

“La legge parla chiaro ed è quasi sempre è violata - spiega l’agguerrito Giorgio Marcon, coordinatore Tecnico del Coordinamento Nazionale per la Sicurezza a 360° e Consulente Tecnico Unione Nazionale Consumatori - Quando si vuole multare un automobilista per eccesso di velocità tramite il telelaser o autovelox, bisogna rispettare una serie di prescrizioni chiave. La prima, e fondamentale, è che l’automobilista deve sapere della postazione mobile di rilevamento della velocità".

Entro 4 km da ogni autovelox gli agenti sono tenuti a installare un cartello con le scritte “Attenzione rilevamento velocità D.L. n. 117/2007” oppure un tabellone luminoso variabile con le stesse scritte. Inoltre vicino alla postazione di rilevameno deve essere ripetuto il cartello (se vi è il cartello luminoso variabile) oppure deve esserci l'auto dei controllori con il lampeggiante acceso.
Ma c’è di più: le operazioni devono essere eseguite in sicurezza. E' vietato quindi dalla legge far sostare le auto vicino ad aiuole spartitraffico, bordi della strada, incroci.

“Dopo le centinaia di richieste d'aiuto per gli agguati subiti, come dimostrati da alcune foto fra le centinaia in nostro possesso, abbiamo deciso – annuncia Marcon - di scendere in campo, in primis la sicurezza, ma anche per non ledere i diritti degli cittadini”.

Anche il ministro Matteoli in una recente interrogazione scritta n. 4/00394 risponde: Per quanto concerne l'imposizione, da parte degli enti proprietari di strade, di limiti di velocità localizzati diversi da quelli massimi sanciti dall'art. 142, comma 1, del Codice, non giustificati dalle effettive condizioni della strada o da esigenze di sicurezza, si rinvia a quanto esposto dalla direttiva ministeriale del Ministero delle infrastrutture del 24 ottobre 2000 «Sulla corretta ed uniforme applicazione delle norme del Codice della Strada in materia di segnaletica e criteri per l'installazione e la manutenzione».

“Nella realtà, invece, - sostiene Marcon - è il far west. Gli agenti usano l’autovelox come uno strumento di potere, una sorta di pistola in un saloon privo di regole. È la legge dell’imboscata. Nascosti dietro a muri. Fanno sostare le auto in zone di curve pericolose. Attendono pochi centimetri dopo l’ingresso in città, per multare subito al massimo, con il limite dei cinquanta chilometri orari. Il fenomeno è nazionale”.

Per contrastare questo fenomeno il Coordinamento Nazionale per la Sicurezza a 360° e l'Unione Nazionale Consumatori hanno deciso il via ad alcuni ricorsi pilota contro la polizia locale di Treviso, che nei passati giorni ha multato diversi automobilisti al confine tra Treviso e Castagnole.  Dal punto di vista penale  sarà depositata anche istanza di sequestro degli autovelox della polizia locale di Treviso perché si ipotizza siano stati usati in maniera difforme rispetto al loro uso legale. Sarà poi inviata una lettera al Ministero per chiedere spiegazioni sulle continue violazioni in ambito di autovelox.

“In quel caso – segnala Marcon - l’autovelox era nascosto all’ingresso di una azienda, nei pressi di un muretto e invisibile. Il cartello che doveva segnalare la presenza dei vigili forse c’era. Di certo, non è stato visto dai multati e quindi non era ben visibile".

"Per far fermare le auto multate – sottolinea Marcon - gli agenti dovevano attraversare la strada, magari rischiando di venir investiti da chi procedeva nell’altro senso, per poi far parcheggiare sull’erba, sulla loro destra, i veicoli, a pochi millimetri dalla carreggiata. Nessun cartello luminoso, nulla nel punto in cui le auto venivano fatte fermare. Il tutto per motivi non chiari: la zona è industriale, non ci sono abitazioni e il tratto è composto da parecchie curve, raramente si superano i 70 chilometri all’ora".

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